martedì 8 ottobre 2013

Lo studio..?

Da brava Disoccupata Disorganizzata prima di arrivare a questo punto ho intrapreso delle strade.
Liceo Scientifico, il miglior modo per soffrire cinque anni consecutivi, tra professori terribili e compagni di classe forse anche peggiori. Dal quale si esce con niente di niente in mano lasciando i poveri ragazzi disgraziati con sole due scelte davanti: o studi ancora o lavori. Purtroppo la maggior parte di questi poveracci sceglie la prima opzione, pensando: "non voglio fare un lavoro miserabile che chiunque può fare!", noncurante del fatto che in realtà prima lavori e meglio è.
E quindi come la maggior parte dei pecoroni mi sono iscritta ad una facoltà universitaria, ma non era una facoltà qualunque, delle tipiche facoltà che generano disoccupati random come se piovesse, NO! Ai tempi mi consideravo furba, e nonostante avessi delle passioni sapevo che non mi avrebbero portato da nessuna parte. Quindi feci la scelta che (in teoria) avrebbe dovuto portarmi al lavoro il più velocemente possibile; e naturalmente feci la scelta sbagliata.
Scelsi di provare ad entrare a Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia, la facoltà che produce la "gente che ti fa le lastre", di cui tutti parlavano bene, tutti dicevano: "si trova lavoro subito!". E diciamo che a me lavorare in ospedale era sempre interessato (dannato Grey's Anatomy!), infermiera no perché lo è già mia sorella e francamente è un mestiere che non mi è mai piaciuto.
Allora provai il concorso per entrare in questa facoltà e sfortunatamente riuscii ad essere una dei soli 20 ammessi. E pensare che ero così contenta ai tempi..
Tralascio le avventure terribili che ho passato dentro quella gabbia di matti, sono uscita viva per miracolo (chi ci è passato lo sa), le materie non mi piacevano neanche ma nonostante la sfiga colossale che ho sono riuscita a finire in tempo con risultati discreti.
Già molto prima di terminare quel percorso universitario sapevo quale sarebbe stata la mia sorte. Le voci che dicevano: "troverai sicuramente e subito lavoro" si erano ormai tramutate in: "con questa crisi non si trova più nulla", "si trovava lavoro solo fino a due anni fa", "lavori solo se sei raccomandato".
Al secondo anno di facoltà ero già fortemente pentita della mia scelta, ma ormai come si dice, iniziata una cosa la si deve portare a termine! Senza contare che i miei genitori non volevano che facessi altri studi lontani da casa perché non avevamo i soldi.. ma non voglio infilarmi in questo argomento.
E insomma, conquistata la non agognata laurea mi sono buttata nel terribile e temutissimo mondo della disoccupazione. Dopo l'inutilissima qualifica di Diploma di Liceo Scientifico, ora ho la ancora più inutile qualifica di Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, la quale mi permette di lavorare solo ed esclusivamente in quell'ambito: non puoi fare l'infermiere con questa qualifica, non puoi fare l'assistente sanitario, non puoi fare lo spazzino, non puoi lavorare al bar dell'ospedale, insomma o fai questo o te ne stai a casa.
In pratica erano passati tre anni ed avevo speso tanti soldi ed ero rimasta esattamente allo stesso punto in cui mi ritrovavo dopo il diploma.
Ormai non so quante volte avrò detto questa frase: se lo sapevo prima, andavo a lavorare subito! Almeno ancora in quegli anni qualcosa si trovava. Ora davvero il vuoto assoluto.

lunedì 7 ottobre 2013

Chi sono io..?

Chi sono io? Beh, ovviamente non lo so!
Sapere chi si è e quindi conoscere sé stessi costituisce l'elemento fondamentale per condurre un soddisfacente colloquio di lavoro (e credetemi, ne ho fatti tanti);
per cui io, da vera Disoccupata Disorganizzata, non ho una benché minima idea di chi io sia.
Mettiamola così io sono una ragazza scema che non ha evidentemente niente di meglio da fare e che sa poco o niente  di sé stessa e delle sue capacità, buttata senza difese nella società moderna come un topolino in una gabbia di leoni. Vengo continuamente e ripetutamente sbranata dalla società e innanzi ad essa rimango inerme.
Una Lara Croft di fronte a un branco di lupi senza alcuna arma con cui difendersi (anche se lei probabilmente se la potrebbe cavare lo stesso). La mia unica arma è una misera matita, consumata fino a più della metà della sua lunghezza originaria, probabilmente proveniente da qualche astuccio di qualche compagno di banco delle elementari.
Onestamente, quanti di voi hanno usato una matita fino a consumarla completamente?

Un diario.. ?

Questo è il misero diario di una ragazza ventiduenne che come milioni di miliardi di altri ragazzi è tristemente disoccupata.
Vi chiederete: "perché dovrei leggere una cosa così patetica e priva di utilità?"
Ebbene, io posso darvi ben due motivi:
1) perché così avrete l'occasione di passare cinque cortissimi minuti della vostra vita a leggere qualcosa che ha qualche chance di farvi scattare una grassa risata, riempiendo un piccolo buco tra un videogame e un'azione di spionaggio su facebook;
2) potreste trovare nelle mie parole qualcosa di simile a quello che state passando anche voi, magari potreste prenderlo come un vademecum delle cose da NON fare se non si vuole essere dei disoccupati disorganizzati!
Se vi chiederete: "potrebbe questo diario aiutarmi a migliorare la mia vita?", la risposta è: NO! O meglio.. non ne ho idea, forse, magari, boh?!
Al ché nasce spontanea un'altra domanda, ovvero: "perché scrivere un diario così ridicolo?"; e la risposta è: "perchè scrivere è la cosa che più di tutte mi è sempre piaciuta fare sin dalla tenera età, e poi cos'è più facile scrivere se non tristi lamentele sulla propria penosa condizione sociale??
Ogni cosa, scema, imbarazzante, divertente, ridicola e forse anche bella, che mi andrà di scrivere la scriverò!
Nel modo più decente possibile, ovviamente, non sono certo Virginia Wolf!
Woof woof!