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sabato 12 ottobre 2013

Raccomandazioni..?

Una volta pronto il curriculum, la cosa che resta da fare è cercare un lavoro adatto a noi.
Parlando per me, ovviamente la prima cosa che si fa dopo la laurea nel mio campo è cercare di arrivare dove è più semplice entrare (in teoria): il privato.
I concorsi pubblici si sa, escono ogni morte di papa e li fanno per un singolo posto che probabilmente appartiene già a qualche fortunato che lavora in quell'ospedale a tempo determinato.
E poi bisogna passare ben tre prove, scritto, pratica e orale, dove competi con ben altre 500 persone che sicuramente avranno studiato molto più di te e saranno molto più agguerriti.
L'ospedale pubblico ormai è diventato un sogno irraggiungibile.. ma le cliniche private no!
Ovunque ci sono cliniche private, fortunatamente non sono neanche poche; per cui ogni laureato Tecnico Radiologo si stampa tante più copie possibili del proprio cv e le porta una per una ad ogni clinica/ospedale privato che lo circonda.
Il problema è che ogni anno vengono sfornati in tutt'Italia 500 laureati in più! Cosa che purtroppo non avviene anche per i posti di lavoro..
Ed ecco che il tuo curriculum, fresco fresco di stampa, viene buttato insieme ad altre decine di cv e chiuso in un cassetto dimenticato dal mondo.
C'è solo una e una sola possibilità che questo venga visto da chi di dovere: una bella raccomandazione!
Da quanti anni ormai si sente questa storia? "Italia, un paese di raccomandati", "non esiste la meritocrazia", "devi solo avere le conoscenze, o il cognome!".
Io sono figlia di due poveracci che sputano sangue per arrivare a fine mese, può andar bene? ...magari...
E invece il mio cv è li sepolto da altri curriculum tutti uguali, e a lavorare nella clinica c'è qualcuno che non è per forza più bravo e più talentuoso di qualcun'altro, ma magari conosce il primario, o qualcuno che conosce il primario, o qualcuno che conosce qualcuno che conosce la moglie del primario. E così via.
Io ci ho provato! Quando il mio medico di famiglia ha scoperto la mia laurea ha subito chiamato il suo amico primario di radiologia in una struttura privata, e ha voluto che ci parlassi direttamente io! E l'ho fatto!
Peccato che qualcun'altro fosse già arrivato prima di me con una raccomandazione molto più grossa e che i posti fossero finiti. La mia solita sfiga.
E io che pensavo che la sanità fosse l'unico ambiente dove ancora non era arrivata la dittatura delle raccomandazioni. Che stupida!
Ripeto ancora: se lo sapevo prima...


Questo video geniale rappresenta ciò che è diventata l'Italia in questi anni. Soprattutto grazie alle persone che la governano e a chi li ha votati. Ogni cittadino dovrebbe essere fiero della propria patria, ma io sinceramente me ne vergogno. E non c'è da stupirsi se i più furbi se ne vanno all'Estero. Personalmente, se ne avessi l'occasione (e per occasione intendo un po' più di soldi), farei armi e bagagli e scapperei il più lontano possibile da questo schifo. Chi invece è costretto come me a stare qui non deve mai darsi per vinto, impegnarsi al massimo e stringere i denti. La speranza è sempre l'ultima a morire! Speriamo..


martedì 8 ottobre 2013

Lo studio..?

Da brava Disoccupata Disorganizzata prima di arrivare a questo punto ho intrapreso delle strade.
Liceo Scientifico, il miglior modo per soffrire cinque anni consecutivi, tra professori terribili e compagni di classe forse anche peggiori. Dal quale si esce con niente di niente in mano lasciando i poveri ragazzi disgraziati con sole due scelte davanti: o studi ancora o lavori. Purtroppo la maggior parte di questi poveracci sceglie la prima opzione, pensando: "non voglio fare un lavoro miserabile che chiunque può fare!", noncurante del fatto che in realtà prima lavori e meglio è.
E quindi come la maggior parte dei pecoroni mi sono iscritta ad una facoltà universitaria, ma non era una facoltà qualunque, delle tipiche facoltà che generano disoccupati random come se piovesse, NO! Ai tempi mi consideravo furba, e nonostante avessi delle passioni sapevo che non mi avrebbero portato da nessuna parte. Quindi feci la scelta che (in teoria) avrebbe dovuto portarmi al lavoro il più velocemente possibile; e naturalmente feci la scelta sbagliata.
Scelsi di provare ad entrare a Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia, la facoltà che produce la "gente che ti fa le lastre", di cui tutti parlavano bene, tutti dicevano: "si trova lavoro subito!". E diciamo che a me lavorare in ospedale era sempre interessato (dannato Grey's Anatomy!), infermiera no perché lo è già mia sorella e francamente è un mestiere che non mi è mai piaciuto.
Allora provai il concorso per entrare in questa facoltà e sfortunatamente riuscii ad essere una dei soli 20 ammessi. E pensare che ero così contenta ai tempi..
Tralascio le avventure terribili che ho passato dentro quella gabbia di matti, sono uscita viva per miracolo (chi ci è passato lo sa), le materie non mi piacevano neanche ma nonostante la sfiga colossale che ho sono riuscita a finire in tempo con risultati discreti.
Già molto prima di terminare quel percorso universitario sapevo quale sarebbe stata la mia sorte. Le voci che dicevano: "troverai sicuramente e subito lavoro" si erano ormai tramutate in: "con questa crisi non si trova più nulla", "si trovava lavoro solo fino a due anni fa", "lavori solo se sei raccomandato".
Al secondo anno di facoltà ero già fortemente pentita della mia scelta, ma ormai come si dice, iniziata una cosa la si deve portare a termine! Senza contare che i miei genitori non volevano che facessi altri studi lontani da casa perché non avevamo i soldi.. ma non voglio infilarmi in questo argomento.
E insomma, conquistata la non agognata laurea mi sono buttata nel terribile e temutissimo mondo della disoccupazione. Dopo l'inutilissima qualifica di Diploma di Liceo Scientifico, ora ho la ancora più inutile qualifica di Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, la quale mi permette di lavorare solo ed esclusivamente in quell'ambito: non puoi fare l'infermiere con questa qualifica, non puoi fare l'assistente sanitario, non puoi fare lo spazzino, non puoi lavorare al bar dell'ospedale, insomma o fai questo o te ne stai a casa.
In pratica erano passati tre anni ed avevo speso tanti soldi ed ero rimasta esattamente allo stesso punto in cui mi ritrovavo dopo il diploma.
Ormai non so quante volte avrò detto questa frase: se lo sapevo prima, andavo a lavorare subito! Almeno ancora in quegli anni qualcosa si trovava. Ora davvero il vuoto assoluto.